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Immagine news CIRCOLARE DI FEDERALBERGHI: MEMORIZZAZIONE E TRASMISSIONE TELEMATICA DEI CORRISPETTIVI ALL'AGENZIA DELLE ENTRATE
CIRCOLARE DI FEDERALBERGHI: MEMORIZZAZIONE E TRASMISSIONE TELEMATICA DEI CORRISPETTIVI ALL'AGENZIA DELLE ENTRATE

 

L’Agenzia delle Entrate ha fornito alcuni chiarimenti sul tema della memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei dati relativi ai corrispettivi giornalieri.

La trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri all’Agenzia dell’Entrate è obbligatoria dal 1° luglio 2019 per i soggetti che effettuano le operazioni di cui all’articolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e che hanno un volume d’affari superiore a 400.000 euro annui, e dal 1° gennaio 2020 per tutti gli altri soggetti. Il volume d’affari da tenere in considerazione è quello complessivo del soggetto passivo, e non quello relativo a una o più tra le varie attività svolte dallo stesso, realizzato nel periodo d’imposta precedente. Infatti, le attività avviate nel corso del 2019 sono, per lo stesso anno, automaticamente escluse dall’obbligo.

Di seguito, una sintesi dei chiarimenti di diretto interesse per le nostre imprese.

Documento commerciale

Il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 7 dicembre 2016 ha previsto l’obbligo di documentare le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate con un documento commerciale, salvo che non sia emessa la fattura o la fattura semplificata, e ne ha altresì individuato i requisiti minimali, tra cui l’indicazione dei servizi resi (non, si badi, delle prestazioni effettuate) e dell’ammontare del corrispettivo complessivo e di quello pagato. Si precisa che la descrizione del servizio reso o del bene ceduto, elemento obbligatorio sul documento commerciale, può essere sintetica ma sufficiente a identificare il servizio o il bene.

La memorizzazione elettronica, e la conseguente emissione del documento commerciale, è effettuata al momento del pagamento del corrispettivo, totale o parziale, ovvero al momento della consegna del bene o della ultimazione della prestazione se i detti eventi si verificano anteriormente al pagamento. Resta ferma, in relazione alla tipologia di operazione effettuata, l’esigibilità dell’imposta sul valore aggiunto determinata ai sensi dell’articolo 6 del decreto IVA.

Nel caso in cui una prestazione di servizi venga ultimata senza pagamento del corrispettivo, occorrerà memorizzare l’operazione ed emettere un documento commerciale con l’evidenza del corrispettivo non riscosso; al momento del pagamento sarà necessario generare un nuovo documento commerciale -perfezionandosi solo con il pagamento il momento impositivo ai fini IVA - richiamando gli elementi indentificativi di quello precedente.

Ciò sempre che il cedente/prestatore non emetta una fattura (ordinaria o semplificata) “immediata”, ossia entro il dodicesimo giorno successivo all’effettuazione dell’operazione ai fini IVA. Sarà comunque possibile emettere un documento commerciale, recante il “non riscosso”, atto ad una successiva fattura c.d. “differita” ex articolo 21, comma 4, lettera a), dello stesso decreto IVA.

Riepilogando le diverse situazioni, le cessioni di beni, nonché le prestazioni di servizi eseguite (ed effettuate ai fini IVA), possono essere documentate alternativamente, con:

  • memorizzazione e successiva trasmissione dei corrispettivi, con contestuale emissione del documento commerciale;
  • fattura “immediata” con rilascio di copia al cliente;
  • fattura “differita” (ossia entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione delle medesime), sempre che le operazioni siano identificate da idonea documentazione (ad esempio lo stesso documento commerciale, i documenti di trasporto, ecc.).

Le prestazioni di servizi eseguite, ma non effettuate ai fini IVA, possono essere documentate alternativamente con:

  • documento commerciale recante il “non riscosso”, al quale seguirà ulteriore documento commerciale, con memorizzazione e trasmissione dei dati al momento dell’effettuazione delle prestazioni ai fini IVA (tipicamente il citato pagamento);
  • fattura “immediata”, da emettere entro dodici giorni dall’effettuazione delle prestazioni ai fini IVA (tipicamente il pagamento);
  • fattura “differita”, da emettere entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettiva effettuazione delle prestazioni ai fini IVA (tipicamente il citato pagamento).

L’Agenzia delle entrate ricorda infine che, in base all’articolo 6 comma 4 del decreto IVA, se viene emessa fattura, o viene pagato in tutto o in parte il corrispettivo della prestazione, l'operazione si considera effettuata, limitatamente all'importo fatturato o pagato, alla data della fattura o a quella del pagamento. Pertanto, per le prestazioni di servizi eseguite, ma non effettuate ai fini IVA, l’eventuale emissione anticipata della fattura “immediata” rende non necessaria quella del documento commerciale.

 

Credito d’imposta per i registratori telematici

Per favorire l’acquisto dei registratori telematici, negli anni 2019 e 2020, è concesso un contributo in percentuale della spesa sostenuta.

Nello specifico si tratta di un credito d’imposta che spetta in relazione alle sole spese sostenute negli anni 2019 e 2020 per l’acquisto o l’adattamento degli strumenti utilizzati per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri.

Il contributo spetta anche a coloro che utilizzano gli strumenti nuovi o adattati sostenendo la relativa spesa nel periodo indicato, ma divenendone proprietari solo in una fase successiva ed eventuale, come nel caso dell’utilizzo in leasing.

Per tale motivo si esclude che del credito d’imposta possano godere coloro che acquistano gli strumenti non per un uso diretto, ma, ad esempio, per la successiva cessione a vario titolo, infatti sempre in riferimento al leasing, rimane escluso dal contributo il cedente, cosiddetto “lessor”, che non utilizza l’apparecchiatura per memorizzare ed inviare i corrispettivi relativi alla propria attività, ma solo per la successiva locazione.

Il contributo è pari al 50% della spesa sostenuta con gli strumenti tracciabili ed è utilizzabile solo in compensazione.

È utilizzabile a decorrere dalla prima liquidazione periodica dell’iva successiva al mese in cui è registrata la fattura relativa all’acquisto o all’adattamento degli strumenti, o, qualora il soggetto passivo sia esonerato ex lege da tale adempimento, successiva al mese di acquisto/adattamento e di suo avvenuto pagamento.

 

Sanzioni

In caso di mancata memorizzazione o di omissione della trasmissione, o nel caso di memorizzazione o trasmissione con dati incompleti o non veritieri si applica la sanzione pari al 100% dell’imposta corrispondente all’importo non documentato, con un minimo di 500 euro e, nelle ipotesi di quattro distinte violazioni in giorni diversi all’interno di un quinquennio, della sospensione da tre giorni ad un mese della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività o dell’esercizio dell’attività stessa, sospensione che diventa da uno a sei mesi qualora l’importo complessivo dei corrispettivi ecceda la somma di 50.000 euro.

È importante evidenziare che la memorizzazione e trasmissione costituiscano comunque un unico adempimento ai fini dell’esatta documentazione dell’operazione e dei relativi corrispettivi.

Di conseguenza, nelle ipotesi in cui il cedente/prestatore tenga un comportamento illegittimo sia in riferimento alla memorizzazione, sia al successivo invio dei dati, è comunque applicabile un’unica sanzione.

Si segnala infine che sulle problematiche di ordine più prettamente tecnico-operativo, entro il prossimo mese di marzo, sarà disponibile sul sito istituzionale dell’Agenzia delle Entrate il servizio “FAQ - Risposte alle domande più frequenti”.

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