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La Regione Veneto avvantaggia gli agriturismi

All’Att. del Presidente Regione del Veneto dott. LUCA ZAIA

 

Il 26 novembre c.m. su proposta dell’assessore all’agricoltura e al turismo Federico Caner, la Giunta veneta ha approvato un disegno di legge che integra e modifica la normativa regionale sugli agriturismi.

E’ stata prevista una semplificazione amministrativa per gli agriturismi che intendono svolgere anche le attività di turismo rurale; è stata prevista anche per gli agriturismi la possibilità di effettuare pasti pronti per l’asporto o la consegna

Le disposizioni contenute nel provvedimento rappresentano un ulteriore passo verso la sostanziale equiparazione degli agriturismi alle attività di ristorazione e ospitalità, con una differenza sostanziale però:

un inquadramento fiscale e normativo ben più favorevole per gli imprenditori agricoli rispetto a quelli del turismo, che si trovano dunque a competere ad armi impari.

Sorprende che in un periodo così delicato per il settore della ristorazione, con imprese in grandissima difficoltà a rischio chiusura, la Giunta Regionale abbia avallato un disegno di legge che di fatto “legalizza” una situazione di concorrenza sleale tra imprese.

Noi non abbiamo nulla contro gli agriturismi veri, nati per dare un reddito complementare alle aziende agricole, ma è un dato di fatto che questo principio, negli anni, si è sempre più affievolito ed i concetti di prevalenza e complementarietà sono oramai relegati a ruoli di mera comparsa, mentre sono rimasti tutti i benefici normativi e fiscali. Dunque delle due l’una: o torniamo a mettere rigidi paletti a queste attività, oppure equipariamole totalmente alle nostre imprese, non solo nei diritti ma anche nei doveri”.

Di fatto non ci sono più sostanziali differenze tra i servizi offerti da un agriturismo e quelli di un ristorante o un albergo.

Pertanto a questo punto applichiamo il principio sacrosanto “stesso mercato, stesse regole”. Se ad un agricoltore non basta il reddito della sua azienda, liberissimo di ampliare l’attività: ma con tutte le autorizzazioni, gli obblighi, i controlli, le imposte locali e nazionali dei ristoranti, eliminando privilegi che a questo punto appaiono anacronistici e fuori dalla realtà”.

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