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MORIA delle Piccole imprese in Veneto

Considerazioni

In quasi un decennio il Veneto ha perso 16.386 commercianti e oltre il doppio di artigiani: precisamente 33.945. In altre parole, tra il 2011 e la fine del 2020 il cosiddetto popolo delle partite Iva ha perso in queste 2 categorie complessivamente 50.331 iscritti. Una contrazione che ha riguardato tutte le province del nostro territorio.

Le cause di questa moria

Ai tradizionali problemi che da sempre assillano le micro imprese (tasse, burocrazia, mancanza di credito, etc.), le chiusure imposte per decreto e le limitazioni alla mobilità registrati in questo ultimo anno e mezzo sono state esiziali. Non dobbiamo nemmeno dimenticare il crollo dei consumi delle famiglie e il boom dell’e-commerce: per tanti autonomi la situazione è diventata insostenibile e l’unica cosa da fare è stata quella di chiudere l’attività. Queste micro realtà, ricordiamo, vivono quasi esclusivamente di domanda interna, legata al territorio in cui operano. Solo nel 2020, nel Veneto i consumi delle famiglie sono scesi di quasi 13 miliardi di euro, soldi che in gran parte alimentavano i ricavi delle piccolissime attività che, a seguito di questa contrazione, non sono più riuscite a far quadrare i propri bilanci.

Senza negozi le città non sono più le stesse

Camminando lungo i centri storici e nei quartieri sia delle città che dei piccoli paesi di periferia del nostro Veneto, è in forte aumento il numero delle dei piccoli negozi commerciali e delle botteghe artigiane con la saracinesca costantemente abbassata e le luci all’interno completamente spente. Insomma, le nostre città stanno cambiando volto: con meno negozi sono poco frequentate, più insicure e con livelli di degrado in aumento.

Subito un tavolo di crisi sulle piccole imprese

Mai come in questo momento, infatti, è necessario dare una risposta ad un mondo, quello delle piccole imprese, che sta vivendo una situazione particolarmente delicata.  Intendiamoci, misure miracolistiche non ce ne sono. E non dobbiamo nemmeno dimenticare che in questo ultimo anno e mezzo oltre ai ristori (ancorchè del tutto insufficienti), gli esecutivi che si sono succeduti hanno, tra le altre cose, approvato l’Iscro, esteso l’utilizzo dell’assegno universale per i figli a carico anche agli autonomi.

Tutte misure importanti, ma non sufficienti per arginare le difficoltà emerse in questi mesi di pandemia. 

Più impresa nelle scuole

E’ altresì necessario coinvolgere il Ministero dell’Istruzione e le sue articolazioni territoriali affinchè attivi quanto prima una importante azione informativa/formativa nei confronti degli studenti delle scuole medie superiori che li sensibilizzi in particolar modo su un punto; una volta terminato il percorso scolastico, nel mercato del lavoro ci si può affermare anche come lavoratori autonomi. Prospettiva, quest’ultima, che tra i giovani è poco conosciuta. E’ inoltre auspicabile, aprire momenti di confronto tra le parti sociali (associazioni datoriali e sigle sindacali), le istituzioni locali (Comuni, Province, CCIAA, etc.) e il mondo della scuola con l’obbiettivo di avvicinare il più possibile la domanda all’offerta di lavoro.

A rischio la coesione sociale del Veneto

Inutile ricordare che quando perdono il posto c’è una sostanziale differenza tra i lavoratori dipendenti e gli autonomi. Mentre i primi possono beneficiare di alcune importanti misure di sostegno al reddito (Cig, Naspi, etc.), i secondi, invece, non possono contare quasi su nulla. A loro rimane solo il fallimento di un’esperienza lavorativa finita male e l’angoscia di come reinventarsi il proprio futuro.

I negozi di vicinato presenti anche nel Veneto hanno bisogno di sostegno perché garantiscono la coesione sociale del nostro sistema produttivo. Se spariscono le micro imprese, rischiamo di abbassare notevolmente la qualità del nostro made in Italy. Per questo è indispensabile tagliare la burocrazia, rivedere il fisco, abbassando drasticamente il peso di imposte e contributi e approvare quanto prima la riforma degli ammortizzatori sociali che, in caso di chiusura dell’attività, preveda delle misure di sostegno al reddito anche ai lavoratori autonomi.

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